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A Stranimondi 2018 ci sarà Bruno Bozzetto (e Grégory Panaccione)

17 giugno

È con vera emozione che arriva l’annuncio del quarto ospite (dopo Ian McDonald, Michele Mari e Licia Troisi) di Stranimondi2018: la leggenda vivente del cinema di animazione mondiale Bruno Bozzetto.

Bruno Bozzetto

Bruno Bozzetto è nato a Milano il 3 marzo 1938. Con 60 anni di carriera alle spalle è considerato in tutto il mondo uno dei più eclettici e influenti animatori di ieri e di oggi. Dagli anni ’60 ad oggi ha realizzato oltre 300 film che gli sono valsi 130 riconoscimenti tra cui il prestigioso Winsor McCay Award, 5 Silver Ribbon Awards, una laurea ad honorem, 15 premi alla carriera, un Orso d’oro per Mr Tao (1990) e una nomination all’Oscar per Cavallette (1991).

Tra i titoli più famosi della sua produzione e della coproduzione ricordiamo i lungometraggi West & Soda (1965), Vip mio fratello Superuomo (1968), Allegro non troppo (1976), Il signor Rossi cerca la felicità (1975), Sotto il ristorante cinese (1987); la serie di cortometraggi del Sig. Rossi, Europa&Italia (1999), la collaborazione con le trasmissioni Quark e Superquark con episodi animati di divulgazione scientifica scritti dal giornalista e conduttore Piero Angela.

Attualmente Bozzetto è attivo nel settore creando nuovi soggetti, animando e disegnando ma anche collaborando a progetti più ampi attraverso lo studio Bozzetto & Co. Continua inoltre a partecipare a Festival, eventi, incontri e corsi di formazione in Italia e nel mondo.

A Stranimondi presenterà il romanzo a fumetti creato per la prestigiosa collezione francese Métamorphose Minivip & Supervip – Il mistero del Via Vai, disegnato da Grégory Panaccione, edito in Italia da Bao, e parteciperà a un kaffeeklatch con il pubblico.

 

Grégory Panaccione

Insieme a Bruno Bozzetto, a Stranimondi sarà ospite l’artista che ha collaborato con lui per il volume Minivip & Supervip – Il mistero del Via Vai, edito da BAO: Grégory Panaccione.

Grégory Panaccione, nato il 10 settembre 1968 a Antony (Francia), è un animatore, illustratore, colorista e fumettista. Ha iniziato la sua carriera come illustratore per la pubblicità, cercando di entrare nel mondo del fumetto. È stato un caso se poi si è trovato a lavorare nell’animazione. Ha iniziato come character designer e scenografo per la compagnia Story, dove successivamente si è formato diventando autore di story-board. Ha confermato la sua ecletticità per molti anni su una vasta gamma di serie con molti stili differenti come TotallySpies, Corto Maltese, Allô la Terre, ici les Martin.

Si è trasferito a Milano nel 2000, dove ha avuto un ruolo attivo in molte e diverse produzioni europee (Francia, Germania, Italia, etc.) come regista, autore, designer, artista di layout, animatore, illustratore, lavorando tra le tante collaborazioni alla serie Martin Mystery e al lungometraggio Johan Padan a la descoverta de le Americhe scritto da Dario Fo.

È noto in Italia per Toby. Vite da cani e da padroni (Comicout), Match e Un oceano d’amore (entrambi Renoir Comics) e Minivip & Supervip – Il mistero del Via Vai, scritto da Bruno Bozzetto, edito da Bao.

StraniMondi 2018 si terrà dal 6 al 7 ottobre 2018 alla UESM di Milano.

 

Grandi ospiti di Stranimondi 2018: c’è anche Licia Troisi

17 giugno

Stranimondi 2018 sarà anche Italcon, e sarà la prima volta che Licia Troisi, la più famosa scrittrice fantasy, sarà ospite di un’Italcon. È un primato di cui va orgogliosa l’organizzazione di Stranimondi, che ha già annunciato anche la presenza di grandi ospiti come Ian McDonald e Michele Mari (e non è finita, aspettate venerdì).

Licia Troisi terrà un intervento parlando del suo lavoro e, come tradizione di Stranimondi, una sessione di kaffeeklatch con i fortunati che riusciranno a prenotarsi per primi.

Licia Troisi

Nata a Roma nel 1980, laureata in astrofisica nel 2004 con una tesi sulle galassie nane, Licia Troisi debutta nella narrativa fantasy nello stesso anno con il romanzo Nihal della terra del vento, edito da Mondadori come la maggior parte della sua produzione.  È il primo volume della saga Cronache del Mondo Emerso, un mondo narrativo che mescola fantasy eroica e influenze manga che ottiene immediatamente il favore del pubblico giovane. Il successo si conferma con i seguenti La missione di Sennar (2004) e Il talismano del potere (2005), diventando anche internazionale, con i diritti venduti in Brasile, Francia, Germania, Grecia, Portogallo, Russia, Spagna e Turchia.

Nel Mondo Emerso saranno poi ambientate altre due trilogie, Le Guerre del Mondo Emerso e Le Leggende del Mondo Emerso, con l’aggiunta di due libri illustrati da Paolo Barbieri, copertinista ufficiale della serie: Le creature del Mondo Emerso e Le guerre del Mondo Emerso – Guerrieri e creature.

Si è dimostrata scrittrice versatile nel 2008 pubblicando per Edizioni Ambiente il romanzo fantaecologista I dannati di Malva, e con il ciclo fantasy indirizzato ai ragazzi La ragazza drago.

Nel 2015 debutta come divulgatrice scientifica con il saggio Dove va a finire il cielo, dedicato alla sua materia di formazione, nonché quotidiana attività (nel 2012 ha conseguito il Dottorato di Ricerca): l’astrofisica.

Ha terminato quest’anno la saga urban fantasy Pandora, iniziata nel 2014 con il romanzo omonimo, ed è ancora in corso di pubblicazione La saga del Dominio, iniziata nel 2016 con il romanzo high fantasy Le lame di Myra. Da maggio conduce il programma televisivo dedicato alla cultura di Rai Cinque Terza pagina.

E se ci fosse una tassa sulle parole?

17 giugno

Verrebbe da dire: Kremo, ma che ti viene in mente a dar loro certe idee? Soprattutto in Italia, dove insomma, non c’era neanche ancora la repubblica che già l’insana predisposizione a tassare un po’ tutto era ampiamente praticata. In Pulphagus™, il romanzo di Lukha B. Kremo che due anni fa ha vinto il premio Urania, si ipotizza che le parole abbiano un costo. Più sono ricercate, sofisticate, più alta è l’imposta che si deve pagare usandole in un discorso. Diego Fusaro, per dire, andrebbe in fallimento nell’arco di un tweet. L’idea era brillante e sviluppata da par suo da Kremo, che aveva imbastito una storia avventurosa spaziale su questo asteroide minerario privato, e soprattutto creava un’ambientazione ricca e con tante altre cose da dire. Era il caso di tornarci, e questo è ciò che ha fatto: oggi esce il primo episodio di una serie ambientata nel mondo di Pulphagus™ e intitolata Pulphagus® – L’inferno in cielo. Arriveranno le tasse sulle parole? Sembra assurdo, sono solo parole. Certo, adesso c’è chi le tasse promette di abbassarle: ma forse sono solo parole  anche quelle?

(Non è l’unica fantascienza spaziale estremamente originale di questa settimana: c’è anche il romanzo di “fantascienza geometrica” di Franci Conforti, vincitrice due anni fa del Premio Odissea, Stormachine. Sbirciateli tutti sull’ultima newsletter).

Stranimondi 2018 annuncia l’ospite Michele Mari

08 giugno

Definito “lo scrittore italiano più cult” è il più letterario tra gli scrittori fantastici, o il più fantastico tra gli scrittori letterari.

Dopo quello di martedì relativo a Ian McDonald arriva il secondo annuncio relativo agli ospiti di Stranimondi 2018, la manifestazione dedicata ai libri fantastici che si terrà a Milano a ottobre (week-end 6 e 7 ottobre, per l’esattezza) e che quest’anno sarà anche Italcon, ovvero convegno nazionale della fantascienza e fantasy.

Michele Mari

Nato a Milano nel 1955, docente di letteratura presso l’Università Statale di Milano, Michele Mari pubblica il suo primo romanzo nel 1989, Di bestia in bestia, che molto deve alla letteratura gotica, e che presenta alcune delle tematiche portanti della sua letteratura, come la memoria, i doppio e la filologia. Nel successivo Io venìa pien d’angoscia a rimirarti, romanzo breve del 1990, il protagonista è Giacomo Leopardi, che si scopre involontario licantropo al servizio della Luna. Allucinazioni, esperienze oniriche e creature fantastiche popolano invece La stiva e l’abisso, il successivo romanzo del 1992.

Scrittore anche di racconti, in Le copertine di Urania omaggia la nota rivista.

Tra gli altri suoi libri i romanzi Tutto il ferro della torre Eiffel (2002), Verderame (2007), Rosso Floyd (2010), e Roderick Duddle (2014), le raccolte di racconti Tu, sanguinosa infanzia (1997) e Fantasmagonia (2012), di saggi I demoni e la pasta sfoglia (ultima edizione 2017), con introduzioni ai grandi autori della letteratura mondiale, tra cui Poe, Lovecraft, Wells, Buzzati, Ballard, e di poesie con Cento poesie d’amore a Ladyhawke (2007). Il suo ultimo libro e l’autobiografico Leggenda privata (2017), incontro con “i mostri all’angolo della strada”.

StraniMondi 2018 si terrà dal 6 al 7 ottobre 2018 alla UESM di Milano.

 

 

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È Ian McDonald il primo ospite di Stranimondi 2018

08 giugno

Il grande scrittore britannico sarà a Milano il 6 e 7 ottobre prossimi, alla manifestazione che quest’anno è anche Italcon

Simpatico, alla mano e soprattutto un grande scrittore. È Ian McDonald, nato in Inghilterra ma cresciuto in Irlanda, il primo ospite di Stranimondi 2018, il festival dedicato all’editoria di fantascienza, weird e fantastico che si terrà a Milano, nella consueta sede della Casa dei Giochi, il 6 e 7 ottobre prossimi, con un “preludio” serale il 5 ottobre.

Altri ospiti verranno annunciati nei prossimi giorni: rimanete sintonizzati perché ci saranno altri grossi nomi.

Ian McDonald

È tra i massimi esponenti della “brit invasion”, quella generazione di scrittori britannici – molti dei quali in effetti nati o residenti in Scozia e Irlanda – che ha rinnovato la science fiction nei primi decenni di questo secolo. Nato nel 1960 a Manchester da padre scozzese e madre irlandese e cresciuto a Belfast, dove tutt’ora risiede, è stato fin da piccolo un grande appassionato di fantascienza, tanto che a nove anni aveva già scritto il suo primo romanzo. Ha venduto il primo racconto a ventidue anni, nel 1982, e non ha più smesso di scrivere.

I suoi libri sono spesso centrati sull’impegno sociale rivolto alle nazioni in via di sviluppo: nel 1990 con l’opera Chaga Saga ha descritto con particolare sensibilità il problema dell’AIDS in Africa; nel 2004, con Il fiume degli dei (Urania), si è occupato  della precaria esistenza della popolazione indiana e infine nel 2007 con il romanzo Brazyl, per la sua profonda analisi delle problematiche della società sud americana ha vinto Warwick Prize for Writing.

È stato numerose volta candidato ai più prestigiosi premi letterari del settore, nel 1989 vinto il Premio Locus per la migliore opera di scrittore esordiente con Desolation Road (edito in Italia da Zona 42), nel 1991 il Philip K. Dick Award per la migliore antologia, nel 2001 il Theodore Sturgeon Award e nel 2007 il Premio  Hugo per il racconto La moglie del djinn, uscito in Italia su Robot (Delos Books). Tra le opere più importanti edite in Italia anche Forbici vince carta vince pietra (Einaudi), Necroville (Fanucci), I confini dell’evoluzione (Fanucci), Terra incognita (Urania Mondadori), Il circo dei gatti di Vishnu (Delos Books).

Ilaria Tuti, autrice del mese Delos Digital

08 giugno

Con “Fiori sopra l’inferno” è ai vertici delle classifiche dei bestseller. I suoi libri editi da Delos Digital in sconto per tutto il mese

Ogni tanto – neanche molto raramente – uno scrittore cresciuto in quella che potremmo chiamare la “scuola Delos”, fa il botto e ottiene premi e successi con grandi editori. Uno dei casi più recenti è quello di Ilaria Tuti, scrittrice di razza che ha pubblicato molto con Delos Books e Delos Digital prima di approdare prima a Longanesi, dove col libro Fiori sopra l’inferno è entrata nelle classifiche dei bestseller e ha riscosso il plauso di pubblico e critica. Il genere, in questo caso, è il giallo, che vede protagonista la commissaria Teresa Battaglia, già protagonista di La ragazza dagli occhi di carta (NeroPress). Ma Ilaria ha scritto anche fantascienza – è arrivata anche in finale a un Premio Robot – e storie di zombie nella nostra collana The Tube. Sono otto i titoli usciti per Delos Digital, che questo mese di giugno, per festeggiare Ilaria come autrice del mese, sono in sconto a 99 centesimi l’uno. Un’occasione per completarsi la raccolta di opere di un’autrice della quale nei prossimi anni sentiremo parlare spesso.

(Foto tratta da Milanonera – Intervista con Ilaria Tuti)

Tornano i vampiri, quelli cattivi

13 marzo

Se vi siete abituati ai vampiri romantici e affascinanti degli ultimi decenni di serie young adult preparatevi a una batosta.

C’era una volta Dracula. Un condottiero romeno così spietato da diventare famoso col soprannome di Vlad l’impalatore e da ispirare lo scrittore irlandese Bram Stoker a plasmare su di lui il personaggio che avrebbe reso popolare in tutto il mondo la figura del vampiro.

Intere generazioni hanno passato notti insonni nel terrore di essere visitati nel sonno da una creatura pallida e crudele avida del loro sangue. Poi verso la fine degli anni Settanta è arrivata Anne Rice con le sue interviste, Charlaine Harris coi suoi morti, Tanya Huff coi suoi legami di sangue, fino a Stephenie Meyer. E lì è stato il vero crepuscolo della gloria dei vampiri. Creature spaventose, crudeli, elementali ridotte ad adolescenti brufolosi. Sigh.

D’accordo, l’abbiamo fatta un po’ semplice e anche un po’ di parte. La buona notizia però, almeno finché non verrà il momento di andare a letto e cercare di addormentarsi, è che i vampiri cattivi, ma proprio cattivi, sono tornati. E hanno bisogno di sangue. Tanto sangue, perché questi non solo lo bevono, lo respirano proprio.

E la notizia ancora migliore è che a raccontarli c’è una delle penne migliori dell’orrore italiano, definito qualche volta – con uno di quei paralleli che in realtà noi non amiamo gran che – lo “Stephen King italiano”: Gianfranco Nerozzi. E non con un solo racconto ma con una vera e propria serie, intitolata Cruciform, di cui oggi presentiamo il primo titolo: i successivi episodi seguiranno ogni due settimane.

E no, guardate, tirare fuori l’aglio questa volta non basterà.

Ed è solo una della grandi novità della settimana di Delos Digital. Consultate la newsletter per scoprirle.

Insomma, quanto avete speso per avere tutti i Rollinz?

20 febbraio

Parte dell’Italia è impazzita (di nuovo) per collezionare i piccoli gadget di Star Wars dell’Esselunga. Ma quanto costa la raccolta completa? Ve lo spiega un nuovo libro di Emanuele Manco.

Se non sapete cosa sono i Rollinz probabilmente vivete in una regione dove non ci sono negozi Esselunga. Altrimenti difficilmente potete essere sfuggiti a questa mania che ha colpito i clienti di questi supermercati: per ogni venticinque euro di spesa infatti fino a febbraio veniva regalata una bustina con dentro un Rollinz a sorpresa. Un Rollinz è una specie di piccola trottola con il busto di un personaggio di Star Wars; la collezione completa – da inserire in un raccoglitore a forma di Star Destroyer – è composta di 24 pezzi. Quindi bambini che chiedono i Rollinz, genitori che fanno finta di chiedere i Rollinz per i loro figli, nerd che fanno finta di chiedere i Rollinz per ipotetici nipoti, e tutti con un occhio alla vecchietta di turno col carrello strapieno che, non avendo nipoti e non sapendo neppure cosa sia Star Wars, regala volentieri una manciatona di bustine al bambino che la segue nella coda. E, naturalmente, studiosi dei fenomeni sociali che osservano tutto quanto.
Ora che la raccolta è finita fate presto a calcolare quanto vi è costata: contate i Rollinz che avete e moltiplicate il numero per 25. Non fatelo da in piedi e se siete cardiopatici.
Ma se tornasse una collezione del genere, quale sarebbe la formula per calcolare il costo totale che porterebbe con buone possibilità a completare la collezione?

Emanuele Manco, esperto matematico specializzato nella soluzione di problemi del tutto inutili, ha scritto un libro per affrontare questo e altri dubbi in modo del tutto scientifico. Si intitola Matematica nerd, e non parla solo del costo della collezione dei Rollinz, ma anche per esempio della probabilità dei personaggi di Game of Thrones di sopravvivere, se i draghi della suddetta serie possano effettivamente volare, se la fidanzata di Spider-Man avrebbe potuto sopravvivere alla caduta: problemi sui quali vi siete tormentati per anni, finalmente affrontati dal punto di vista matematico.

E poi naturalmente ci sono tutte le altre novità del martedì di Delos Digital, date un occhio!

Ei non fu (e le altre novità del 13 febbraio

13 febbraio

Come sarebbe cambiata la storia se non fosse vissuto l’uomo che fu “Due volte nella polvere, Due volte sull’altar”.

Ei fu. Siccome immobile, dato il mortal sospiro… chi non ricorda Il Cinque maggio di Manzoni? Se non altro perché, almeno fino a un certo punto, era una poesia da imparare a memoria a scuola. Lo scrittore milanese nel 1821 guardava indietro alla storia di Napoleone Bonaparte, contemplandone affascinato l’importanza e chiedendosi fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza. Alla fine Napoleone fu sconfitto, e la storia – scritta dai vincitori – non lo ha trattato benissimo (per esempio, sapevate che quella della bassezza era una fake news, dovuta a un errore di interpretazione dei “piedi” francesi da parte degli inglesi, che usavano “piedi” più corti? Napoleone era anzi, per la sua epoca, piuttosto alto). Un’interpretazione dell’importanza di questo personaggio storico la dà un esperto nell’immaginare scenari storici alternativi, Giampietro Stocco, i cui romanzi sono ora tutti disponibili in ebook per Delos Digital. Il romanzo La corona perduta immagina un presente in cui l’Europa non è un’alleanza di democrazie ma il terreno di battaglia di monarchie assolute e sanguinarie. Cosa è cambiato? La scomparsa di Napoleone, ucciso proprio all’inizio della sua carriera militare, che ha portato alla facile restaurazione e alla soppressione dell’ideale repubblicano. L’idea stessa di Repubblica è quasi del tutto scomparsa, con l’eccezione del piccolo stato genovese. E proprio questa città, patria elettiva dell’autore, nato a Roma ma trasferitosi da molti anni a Genova dove lavora al TG regionale Rai, giocherà un ruolo di rilievo nella vicenda.

Tra le uscite di oggi anche una storia di Cro-Magnon, un manuale per scrivere gialli storici, un romance M/M e altri titoli da scoprire sulla nostra newsletter!

La palla di vetro della fantascienza

06 febbraio

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Hugo Gernsback predisse la tv. Jules Verne i sottomarini atomici. Mark Twain predisse internet e Wells le bombe nucleari. Di più: Arthur Clarke ha predetto i satelliti geostazionari (no, aspetta, quelli li ha proprio inventati lui) e l’iPad, Star Trek ha anticipato i telefonini a cozza, Octavia Butler ha previsto Trump e in un romanzo di John Brunner c’è un presidente nero che si chiama “Obomi”.

Quindi la fantascienza prevede il futuro?

Una delle cose che gli scrittori di fantascienza ci tengono a precisare è che no, loro non cercano di predire il futuro. Se scrivono del futuro cercano di farlo in modo realistico, coerente, osservando il loro tempo e cercando di capirne gli sviluppi. Sono bravi in questo, e quindi è naturale che spesso ci azzecchino. Ma ciò di cui gli scrittori di fantascienza parlano, di solito, è il presente.

L’idea è quella di isolare un aspetto del mondo in cui viviamo ed esaltarlo, svilupparlo, estrapolarlo, ribaltarlo. Farcelo vedere sotto una nuova luce per farcelo capire meglio. Sperando magari di farci comprendere un pericolo al quale stiamo andando incontro. È quello che fanno, per esempio, gli autori selezionati per la collana Futuro presente, curata da Giulia Abbate ed Elena di Fazio, che parlano di bufale, di social media, di sessismo, di migrazioni, di crisi alimentare, di terrorismo, di “buona scuola”, di integrazione e altri temi. Dopo aver letto questi racconti si vede il mondo in modo un po’ diverso, come se si accendessero dei piccoli faretti che illuminano dettagli che prima non notavamo. Una palla di vetro, insomma, non per vedere il futuro, ma per capire il presente.

Che poi, in fondo, sono più o meno la stessa cosa.

Le novità di Delos Digital del 6 febbraio